ANALISI DEL COMPORTAMENTO (ABA)

Dario Ianes Intervista Carlo Ricci sull’ABA tratto da: Ianes D. e Canevaro A. (2008). Facciamo il punto su…l’Integrazione Scolastica. Edizioni Centro Studi Erickson, Trento.

Possiamo fare risalire l’Analisi del Comportamento (ABA) a tre indirizzi di studi e ricerche e precisamente: all’Analisi Sperimentale del Comportamento, alla Scienza del Comportamento e all’intercomportamentismo. Gli autori più rappresentativi sono Sidney Bijou (1908-2009), Burrus Frederick Skinner (1904-1990) e Jacob Robert Kantor (1888 – 1984). Al primo si deve l’iniziativa di promuovere i primi passi nel campo applicativo e lo specifico interesse verso le disabilità; al secondo la produzione degli studi e delle ricerche sull’apprendimento operante e il verbal behavior e al terzo la visione olistica nel movimento comportamentista (Ricci e Meazzini, 1985, Meazzini e Ricci, 1986).

Breve cronistoria dell’analisi del comportamento

1948: Sidney Bijou assume la direzione dell’Institute of Child Development

Nel 1948 Sidney Bijou assume la direzione dell’Institute of Child Development, all’Università di Washington forma i primi analisti del comportamento: Wolf, Risley, Baer, Birnbrauer, Hart, Sloane; Lovaas è assistente post-dottorando. Il gruppo sperimenta l’analisi del comportamento applicandola ai vari campi delle problematiche umane e sociali. Nello stesso anno Skinner pubblica il libro “Walden Two”. Si tratta di un romanzo che descrive la vita dei cittadini di una piccola comunità ispirata ai principi della Scienza del Comportamento. Secondo Matson e Neal (2009) rappresenta l’anticipazione letteraria dell’applicazione di programmi ABA negli ambienti di vita quotidiana.

1961: I primi studi d’intervento comportamentale rivolti a persone con autismo

Nel 1961 vengono pubblicati i primi studi d’intervento comportamentale rivolti a persone con autismo (Ferster & DeMeyer 1961), tre anni dopo seguono gli studi di Wolf, Risley, & Mees (1964) e nel 1968 è utilizzato formalmente il termine Applied Behavior Analysis per indicare l’intervento (Baer, Wolf, & Risley 1968.) ed è fondata la rivista statunitense Journal of Applied Behavior Analysis (JABA). Nel nostro Paese dovremo attendere il 2001 per avere una rivista parimenti dedicata all’Applied Behavior Analysis che prenderà il nome prima di Handicap Grave e successivamente di Disabilità Gravi. Sarà  diretta da Carlo Ricci e Giulio Lancioni per l’Edizioni Erickson di Trento.

1968: L’approccio 'ecologico' per lo sviluppo del linguaggio

Già a partire dal 1968 assistiamo al primo sviluppo dell’approccio “ecologico” (naturalistic child-initiated  procedures) per lo sviluppo del linguaggio (Hart & Risley 1968) e nella modificazione del comportamento in ambito clinico (Tharp e Wetzel 1969). Nel frattempo in Italia, si applicano interventi ABA al  Centro per l’assistenza e la riabilitazione di persone non vedenti prive dell’udito della Lega del Filo d’Oro (Ricci 2013).

1977: L’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento

Nel 1977 viene fondata l’Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento, tra i principali promotori vi è Paolo Meazzini che con Carlo Ricci, Maria Romagnuolo ed altri nel 1981 daranno vita all’Istituto Walden – Laboratorio di Scienze Comportamentali, il cui nome prende esplicito riferimento al già citato saggio di Skinner: “Walden Two” (Anna Luzi, 2013).

1984: Le riviste 'Terapia del Comportamento' e il 'Giornale Italiano di Handicap e Disabilità di Apprendimento'

Nel 1984 sono pubblicate le riviste: Terapia del Comportamento diretta da Paolo Meazzini e Carlo Ricci è il segretario di redazione, e il Giornale Italiano di Handicap e Disabilità di Apprendimento (HD). Entrambe saranno organi ufficiali dell’Istituto Walden. Ritornando oltre oceano, nel 1985 Viene pubblicato il primo studio sull’efficacia del trattamento intensivo (Fenske, Zalenski, Krantz, & McClannahan 1985) e nel 1987 è data alle stampe la ricerca di Lovaas sul trattamento intensivo con follow-up che suscitò particolare interesse nella comunità scientifica e clinica dell’epoca. Lovaas adotta un disegno sperimentale su gruppi inviando il suo lavoro alla rivista Journal Consultat Clinical Psychology.  I risultati appaiono sorprendenti e suscitano immediatamente interesse e contemporaneamente posizioni fortemente critiche. Da allora gli studi e le ricerche sull’efficacia dei trattamenti ABA si moltiplicano. Nel 1996 una rassegna di 550 studi dimostra l’efficacia del trattamento ABA (Matson), nel 2005 Sallows & Graupner replicano e confermano i risultati dei trattamenti intensivi in età precoce.

I risultati sono che negli ultimi dieci anni, le principali Linee Guida al mondo raccomandano l’ABA come intervento elettivo per i disturbi dello spettro autistico.

(tratto da Ricci C., Romeo A., Bellifemine D., Carradori G., Magaudda G. (2014). Il Manuale ABA-VB Applied behavior Analysis and Verbal Behavior. Edizioni Centro Studi Erickson di Trento).